Gaetano Mustica, nato a Catania il 24 luglio 1940 e villeggiante (nel suo borghino medievale "La Baciaia" - riserva naturale del Furlo -) da metà giugno a metà settembre a Cagli (PU). Dal 1963 fino al 1999 ha esercitato l'attività
di avvocato non trascurando di narrare e pubblicare sulle terze pagine di giornali quotidiani e riviste letterarie. Ha concluso il Secondo Millennio come scrittore a tempo pieno, esordendo nel 2000 col volume
Una diviso due e altri racconti, illustrato dal fratello pittore, Nino, ed edito dalla Hefti di Milano. Nel 2005 esce il suo lavoro "EPOS SICILIANO -Miti e Pupi Rinverditi-. Con una pertinacia pubblicistica degna di una di quelle figure che propongono svolte alla storia dell'esprimersi
e dello scrivere, Gaetano Mustica scende in campo per affrontare la curiosità del suo pubblico. Con un titolo aulico-classicistico il Mustica ha voluto tendere una trappola ai suoi lettori italo-siculo-vernacolari, mistificando il suo irrefrenabile gusto innovativo teso a rivivificare il verbo degli svariati nostri vernacoli conficcandolo nella lingua italica.
Gaetano Mustica legge, pensa, inventa e scrive in italiano ma le sue patriottiche pulsioni di umanista-umorista siciliano di espressione "etnoica" corrono freneticamente nella memoria a ripescare e salvare il quasi dimenticato e colorito vernacolo dei padri. Ad ogni buon conto e in conclusione, se Gaetano Mustica non avesse ottimisticamente assunto tale poetica nella sua prosa, non ci divertiremmo scorrendo le sue fiabe di letteraria ed epica stirpe.
L'humus culturale si impoverisce, le radici si seccano e la nostra identità di siciliani si avvia a diventare figlia di...nessuno, tanto più che neanche la nostra bella Lingua s'è conservata integra, essendosi via via tarlata, smangiata e soprattutto malamente rappezzata con italianismi che la snaturano.
Stralcio della presentazione del Libro a cura di Christian E. Maccarone
A fare libri non c'é fine scrisse tremila anni fa il re Salomone; tutto è vanità, non c'é nulla di nuovo sotto il sole. Non possiamo contraddire il saggio re, sarebbe una lotta impari: Grande saggezza, mille fra concubine e mogli, ricchezze immense ecc.
Ma è veramente vano "fare" libri, dedicarsi alla nobile arte del sucagniostru ?
Mi chiedo e vi chiedo: cos’è un libro? Potrebbe essere la memoria di chi lo scrive e se ci riporta a ritroso nel tempo, se ci fa conoscere le nostre radici,
potrebbe essere la memoria storica della nostra vita. Quindi il libro diventa un monumento una cosa a cui fare riferimento.
Abbiamo bisogno di conoscere le nostre radici? E’ necessario, senza radici non ci può essere futuro. Una cultura (quella italiana) che permette di leggere Nike in Naik, Plus in Plas, Media in Midia, Diana in Daiana, non ha che un futuro "senza madre".
...Perché si scrive un libro? Questa è una domanda da fare a Gaetano Mustica, che ha scritto “Epos Siciliano”.
La Sicilia è mitica e nello stesso tempo è Terra dei Miti. E’ la terra di Polifemo, di Aci e Galatea, di Adranon, di Colapesce, di Gammazita (o Gammazzita), di Démetra ecc.
Dei nostri avi che adoravano il Sole e che ripetevano all’infinito i cerimoniali sacri a Baal che ancora incosciamente oggi ripetiamo.
Per noi siciliani, i miti sono sacri, non si toccano, come non si tocca l'Etna “’A Muntagna", nel bene e nel male.
Il libro di Gaetano Mustica, Epos Siciliano, ci riporta in questo mondo fantastico e fantasioso dei Miti di casa nostra. Cosa peraltro fatta già da Giovanni Meli,
Giuseppe Pitrè, Salvatore Salomone Marino, ma il Mustica fa di più.
Oltre alle solite informazioni o gesta, aggiunge di suo, senza stravolgere, altre gesta altre situazioni incredibili. Sposando miti a pupi, anche questi intoccabili (Orlando e Rinaldo che per la bella Angelica diventanu du nnimici feri) per dirla con le parole del Martoglio.
Gaetano Mustica è da considerarsi un profanatore di miti? Io direi di no, semmai, conoscendo i personaggi mitologici chiusi e protetti, conoscendo i fatti, come in una minestra non ha tolto gli ingredienti fondamentali, ma ha aggiunto delle nuove spezie degli aromi dal gusto nuovo e in certe occasioni anche un pò piccanti. Punti salienti del libro: Alla pag. 17...dopo che Evarco, condottiero, sbarca dalle nostre parti,
incontrando un'indigena, tenta d’attraccari…, con quali risultati? la reazione è quella che tutt’oggi può capitare in ambienti popolari.
Alla pag. 77...assistiamo ad uno strano processo al vil soldato Fanfaron d'avanti ad una Corte Fluviale...con tanto di sentenza! L’autore rivisita altri miti: Uzeta, Ferraù, Eliotoru, Colapesce che con spirito di abnegazione sacrifica la propria vita per la vita di tutti gli abitanti dell'Isola. Mentre per le varie leggende, Cola Pesce (o Pisci Cola per dirla alla palemmitana secondo la parlata catanese), è alla ricerca di un anello, per Mustica si inabissa perchè un terribile terremoto colpisce la Sicilia con epicentro la zona del taorminese.
ecc. ecc.
RECENSIONE
Se desiderate il libro, mandate una e.mail al CSSSS. Per posta a: G. Mustica, Piazza V. Lanza n. 14 - 95100 Catania - Tel. 095446678
Altre pubblicazioni di Gaetano B.G. Mustica
Oggi è :
Scriveteci: Casella postale 120/115 * 95030 Gravina di Catania
Realizzazione CEM 21/02/1996
Tutto il materiale presente in questa pagina è riservato. L'uso, l'utilizzo e il transfert sono soggetti ad autorizzazione.